Pneumatici fuori uso: pubblicato il Registro sul portale

PFU modulo criticità

Pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) il Registro nazionale dei produttori e degli importatori di pneumatici per facilitare e garantire la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU). Il decreto prevede l’iscrizione per via telematica dei soggetti obbligati al Registro, attraverso il Portale messo a disposizione dalle Camere di commercio.

Come funziona il portale

Gli operatori, le amministrazioni e i cittadini possono consultare sul portale le informazioni sulla gestione degli PFU, le statistiche e gli elenchi di imprese iscritte.

Attraverso l’“Area riservata”, le imprese trasmettono le informazioni per l’iscrizione e le comunicazioni periodiche relative ai dati sugli pneumatici immessi sul mercato e sui PFU raccolti al termine del loro utilizzo.

Anche i soggetti che immettono pneumatici sul mercato nazionale attraverso la vendita a distanza devono rispettare gli obblighi di gestione. Devono inoltre rendere visibile nel proprio sito il numero di iscrizione al Registro. Questo deve essere comunicato alle piattaforme on-line dai soggetti che utilizzano le stesse per la vendita a distanza.

Il Registro è finalizzato a:

  • raccogliere i dati relativi ai veicoli fuori uso iscritti al PRA e non iscritti al PRA;
  • consentire la generazione di un Certificato Digitale di Rottamazione del veicolo, numerato secondo una sequenza alfanumerica progressiva unica nazionale per i soli veicoli non iscritti al PRA, una Ricevuta Digitale di Presa in Carico;
  • rendere disponibili ai diversi utenti e sulla base delle specifiche competenze, le  funzioni di consultazione e gestione del Registro per le fasi di ritiro, conferimento, presa in carico e rottamazione del veicolo, integrandosi, ove necessario, con le procedure informatiche e i sistemi esistenti;
  • Un sistema di accreditamento destinato a Demolitori e Concessionari che consente agli utenti di registrarsi sul Portale dell’automobilista. L’accreditamento è effettuato  mediante accesso, con SPID personale, all’applicazione web raggiungibile al seguente link. Sul medesimo Portale è resa disponibile anche la relativa manualistica;
  • Un’applicazione che consente ai soggetti accreditati di accedere al Registro per gestire i veicoli da radiare (presa in carico del veicolo, rottamazione, radiazione etc.) disponibile sul Portale del Trasporto al seguente link;
  • Un’integrazione tra Demolitori e Documento Unico che consente la radiazione dei veicoli fuori uso iscritti al PRA.

Fino al 6 giugno 2024 rimane obbligatorio utilizzare il Registro cartaceo, ma è possibile  affiancare – in via facoltativa – anche la procedura su registro telematico.

Dal 7 giugno 2024 cessa il doppio regime e diventa obbligatorio l’utilizzo del Registro  telematico.

Il Ministero avviserà dell’avvenuta messa on line del Registro PFU per l’avvio della sua piena operatività.

L’attività di Confartigianato

Come si può constatare, l’attività di Confartigianato Imprese Autoriparazione si è rivelata fondamentale per provare ad arginare un dilagante problema. L’associazione, come avevamo riportato in questa notizia, ha inviato una nota al Ministero, con i dati pervenuti da un centinaio di officine suddivise per macroaree. L’Associazione ha rilevato che circa 450 tonnellate di PFU non sono state ritirate dai relativi consorzi d filiera.

Il MASE ha pertanto chiesto a tutti i consorzi di filiera con un immesso a consumo superiore alle 200 tonnellate l’anno (12 sui 44 complessivamente autorizzati) di garantire una extra raccolta del 15% rispetto alle quote definite dalla legge. Ha quindi portato il target per ogni sistema collettivo o consorzio al 110% dell’immesso a consumo.

Un impegno che quest’anno non è ancora stato formalizzato sebbene i principali consorzi nazionali si siano detti pronti a rinnovarlo. I consorzi hanno infatti dato la propria disponibilità a raccogliere 40.000 tonnellate in più (il 10% dell’immesso a commercio nazionale), ricordando tuttavia che per far fronte all’extra raccolta sarà indispensabile rivedere al rialzo anche il contributo ambientale per ogni pneumatico.

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